Fee Only Summit 2026: l’AI accelera ma il fattore umano resta decisivo

Autore: Bluerating

L’intelligenza artificiale che cambia il lavoro del consulente, una regolamentazione sempre più chiamata a tenere il passo con l’innovazione e modelli di remunerazione in piena evoluzione. È attorno a questi tre snodi che si è sviluppato il panel “Consulenza finanziaria tra AI, regulation e nuovi modelli di remunerazione”, andato in scena al Fee Only Summit 2026. A disquisire sui cambiamenti che stanno interessando il settore sono stati i membri dell’OCF, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari: Alessandro Paralupi, Andrea Carboni, Cesare Armellini e Giuliano Xausa.

Il confronto arriva in una fase in cui la consulenza finanziaria è chiamata a misurarsi contemporaneamente con nuove tecnologie, nuovi vincoli regolamentari e una crescente attenzione alla trasparenza del rapporto tra professionista e cliente. L’AI apre infatti nuove possibilità nell’analisi e nella relazione con l’investitore, mentre l’evoluzione delle regole e dei sistemi di remunerazione pone interrogativi sul futuro del modello fee only e, più in generale, sull’organizzazione della professione.

E’ stato un videomessaggio del presidente dell’OCF, Mauro Maria Marino – quest’anno impossibilitato a partecipare al Summit – ad aprire la tavola rotonda. Nel corso del suo intervento, il presidente dell’OCF si è concentrato sul rapporto di fiducia tra consulente e cliente, che resta un elemento centrale della consulenza finanziaria, soprattutto in una fase di profonda trasformazione del settore. A questo si è aggiunto il tema dell’educazione finanziaria, che in Italia continua a mostrare ritardi significativi e non ha ancora raggiunto i livelli medi degli altri Paesi europei. “Rafforzare la conoscenza e la consapevolezza dei risparmiatori diventa quindi parte integrante del ruolo del consulente”, ha detto. Anche l’intelligenza artificiale sta aprendo una nuova fase per la professione, ma la sua evoluzione, secondo questa prospettiva, dovrà accompagnarsi a un neoumanesimo digitale: la tecnologia può supportare e potenziare il lavoro del consulente, ma non sostituire il contributo umano, fatto di ascolto, capacità relazionale, responsabilità e comprensione delle esigenze individuali. “L’innovazione, dunque, dovrà rimanere trasparente e governabile, mantenendo come riferimento l’interesse del cliente”.

Un saluto sul palco del Palazzo della Gran Guardia è stato portato anche dalla presidente onoraria dell’OCF, Carla Rabitti Bedogni, che ha sottolineato come in un contesto finanziario sempre più complesso diventano fondamentali regole chiare e una continuità nei controlli, così da garantire un quadro stabile e prevedibile per gli operatori. Allo stesso tempo, è importante creare occasioni di confronto e approfondimento che aiutino i professionisti a mantenere lucidità e consapevolezza, affrontando con maggiore preparazione le sfide poste dall’evoluzione dei mercati finanziari.

Il talk è proseguito con le parole di Cesare Armellini, presidente NAFOP e componente del comitato direttivo OCF, che ha ripercorso alcune importanti tappe degli ultimi anni: “La crescita della consulenza finanziaria autonoma ha subito una battuta d’arresto alla fine del 2019, quando, nell’ambito di una consultazione pubblica, il Mef intervenne sulle regole di accesso alla professione, rimuovendo il vincolo che impediva ai consulenti finanziari fuori sede che non avessero superato l’esame previsto per l’accesso di entrare nel settore” ha ricordato. “Nel complesso, il mercato italiano avrebbe bisogno nei prossimi anni di un numero significativo di nuovi professionisti, tra i 5 e i 10mila consulenti finanziari autonomi, per rispondere alla crescente domanda di consulenza e accompagnare l’evoluzione del mercato”.

Di grande impatto l’intervento di Giuliano Xausa, presidente Assonova e componente del comitato direttivo OCF, che ha ripreso alcuni concetti già espressi nel corso della tavola rotonda, aggiungendo informazioni di particolare rilievo. Richiamando i dati della Bce, il presidente di Assonova ha ricordato che negli ultimi 15 anni l’Europa ha perso quasi un milione di bancari (-30%) e oltre 106mila sportelli (-46%). Una trasformazione che, secondo Xausa, rende ancora più importante il rapporto personale con clienti e territori: “La tecnologia offre efficienza e nuove opportunità, ma non può sostituire il rapporto di fiducia con le persone”. Sul fronte delle tutele, Xausa ha indicato tre priorità: una cornice contrattuale minima con un welfare di base, un fondo per la consulenza per sostenere ricambio generazionale, giovani e formazione, e un modello di consulenza sempre più orientato alle esigenze dei clienti e ai loro progetti di vita, anche attraverso una maggiore educazione finanziaria. In chiusura, il segretario nazionale Fabi ha richiamato anche alcuni punti della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, dall’aumento economico di 518 euro alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e al contrasto alle pressioni commerciali indebite, indicando nella contrattazione collettiva del credito un possibile riferimento anche per rafforzare le tutele nella consulenza finanziaria. “Quando c’è tutela del lavoro ci sono più solidità per le imprese e maggiori garanzie per i risparmiatori”, ha concluso.

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