La consulenza indipendente è uscita dalla nicchia. Ora arriva la sfida della crescita

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Autore: Market Screener

In vista del Fee-Only Summit 2026, in programma il 29 e 30 settembre a Verona, Luca Mainò analizza con MarketScreener la crescita della consulenza finanziaria indipendente italiana: quasi 1.000 professionisti, 110 SCF e circa 30 miliardi di euro sotto consulenza. Dalla certificazione CFP® all’intelligenza artificiale, fino alla pianificazione patrimoniale e alle nuove generazioni, il settore si prepara ora alla sfida del cambiamento di scala.

Per oltre venticinque anni, la consulenza finanziaria indipendente italiana ha dovuto innanzitutto spiegare la propria esistenza.

Che cosa distingue un consulente fee-only? Perché una famiglia dovrebbe pagare direttamente una parcella? E quale valore può offrire un professionista slegato dalla distribuzione dei prodotti?

Oggi la domanda sta cambiando.

La consulenza indipendente non deve più dimostrare di essere un modello possibile. Deve costruire le condizioni per crescere, raggiungere più investitori e integrare tecnologia, nuovi standard professionali e strutture più organizzate senza perdere la propria identità.

È il quadro emerso dalla nostra conversazione con Luca Mainò, fondatore di Consultique SCF e tra i protagonisti dello sviluppo del modello fee-only in Italia.

L’intervista accompagna MarketScreener verso il Fee-Only Summit 2026, in programma il 29 e 30 settembre al Palazzo della Gran Guardia di Verona, del quale MarketScreener Italia sarà nuovamente media partner.

Quasi mille consulenti e 30 miliardi sotto consulenza

Secondo i dati richiamati da Mainò nel corso dell’intervista, oggi operano in Italia quasi mille consulenti finanziari indipendenti iscritti all’Albo.

Circa la metà lavora individualmente, all’interno di studi professionali più o meno strutturati. L’altra metà opera nelle Società di Consulenza Finanziaria, che hanno raggiunto quota 110.

Le masse complessivamente sotto consulenza si aggirerebbero intorno ai 30 miliardi di euro.

Numeri ancora contenuti rispetto alla dimensione complessiva del risparmio italiano, ma difficilmente immaginabili soltanto qualche anno fa.

«Siamo ancora all’inizio del fenomeno», osserva Mainò, sottolineando come la crescita si stia progressivamente estendendo sul territorio nazionale.

Il passaggio dalla nicchia a una dimensione più significativa non riguarda però soltanto il numero dei professionisti.

A cambiare è anche il servizio richiesto dalle famiglie: meno selezione isolata di prodotti, più pianificazione finanziaria, previdenziale, assicurativa, fiscale e patrimoniale.

CFP®: la professione cerca standard riconoscibili

Un secondo segnale di maturazione arriva dalla diffusione della certificazione CFP® – Certified Financial Planner.

La certificazione, presente a livello internazionale e arrivata in Italia alla fine del 2023, riguarda il processo di pianificazione finanziaria nel suo complesso.

Il percorso comprende formazione, esame, valutazione di un caso pratico, requisiti etici ed esperienza professionale.

Non è inoltre riservato ai consulenti indipendenti. Può essere ottenuto anche da professionisti che operano all’interno di banche e reti tradizionali, perché certifica le competenze e il processo di pianificazione, non lo specifico modello di remunerazione.

Per Mainò, proprio la combinazione tra standard professionali, formazione continua e riconoscibilità pubblica sarà decisiva per attirare nuove generazioni e rafforzare la fiducia dei clienti.

L’intelligenza artificiale sta già portando nuovi clienti

Uno dei passaggi più sorprendenti dell’intervista riguarda l’intelligenza artificiale.

Il dibattito si concentra spesso sul rischio che l’AI possa sostituire parte del lavoro del consulente. L’esperienza raccontata da Mainò mostra però un’altra dinamica.

Da un lato, l’intelligenza artificiale consente di automatizzare o semiautomatizzare attività prima fortemente labor intensive, migliorando la produttività dei professionisti.

Dall’altro, sta diventando un nuovo canale attraverso il quale famiglie e investitori scoprono l’esistenza della consulenza indipendente.

Mainò racconta che alcuni potenziali clienti si sono rivolti a Consultique dopo aver interrogato ChatGPT, Claude, Gemini o altri modelli linguistici.

Arrivano spesso con maggiore consapevolezza, domande più precise e una prima comprensione del servizio.

L’AI, quindi, non elimina necessariamente il professionista. Può condurre l’investitore a riconoscere il bisogno di una persona capace di interpretare i dati, inserirli nel contesto familiare e costruire una pianificazione coerente.

Il vero ostacolo resta la conoscenza del modello

Se il settore non ha ancora raggiunto i propri limiti, quale elemento ne rallenta maggiormente lo sviluppo?

Per Mainò, il problema principale è molto semplice: ancora troppe poche famiglie conoscono la consulenza indipendente.

Molti investitori non sanno di potersi rivolgere a un professionista che non distribuisce prodotti e che può quindi costruire il servizio intorno agli obiettivi del cliente.

Negli ultimi anni NAFOP e AssoSCF hanno investito in campagne digitali, social network e motori di ricerca. Anche i singoli consulenti utilizzano sempre più spesso YouTube, Instagram e TikTok per spiegare il proprio lavoro e il processo di pianificazione.

La domanda sta crescendo, ma la consapevolezza del pubblico resta ancora in una fase iniziale.

Consulente individuale o SCF?

La crescita del settore pone anche una questione organizzativa.

Il futuro appartiene al singolo professionista oppure a società più strutturate?

Mainò osserva una crescente attrattività delle SCF, soprattutto tra chi si avvicina alla professione. Ma invita a non contrapporre i due modelli.

Anche un consulente individuale può operare all’interno di uno studio organizzato, con collaboratori, segreteria, comunicazione e strumenti tecnologici.

Dal punto di vista del cliente, la forma giuridica conta meno della qualità del servizio.

Le famiglie cercano una soluzione ai propri problemi. Valutano competenza, profondità dell’analisi, chiarezza dell’offerta e soprattutto la relazione con il professionista.

La fiducia e l’empatia restano quindi centrali anche in un settore che si prepara a diventare più strutturato.

Il Fee-Only Summit si apre all’intera industria

La trasformazione della consulenza indipendente si riflette anche nell’evoluzione del Fee-Only Summit.

Nato nel 2011 come appuntamento per una community ancora ristretta, l’evento è diventato un punto d’incontro per l’intera industria del risparmio.

Oltre ai consulenti indipendenti e alle SCF partecipano asset manager, emittenti di ETF e certificates, piattaforme tecnologiche, banche e professionisti che lavorano all’interno delle reti tradizionali.

Secondo Mainò, nell’ultima edizione il Summit ha riunito circa 2.000 persone.

La crescente presenza di operatori tradizionali riflette anche l’avvicinamento del mercato italiano a modelli di consulenza fee-based, nei quali alla distribuzione può affiancarsi una remunerazione esplicita per il servizio.

Per alcuni investitori, la conoscenza del fee-based può rappresentare un primo passaggio verso la comprensione del modello fee-only e della consulenza completamente indipendente.

Il filo conduttore è il cliente

Intelligenza artificiale, ETF, previdenza, standard CFP®, pianificazione e tecnologia potrebbero apparire come temi molto diversi.

Per Mainò, il filo conduttore è uno solo: il cliente.

Un investitore affiancato da un professionista competente può comprendere meglio il proprio patrimonio, definire obiettivi realistici e rafforzare il proprio potere contrattuale nei confronti degli intermediari.

Non significa trasformare ogni famiglia in un esperto di mercati.

Educazione e alfabetizzazione finanziaria significano anche comprendere quando sia necessario rivolgersi a un professionista qualificato.

I prossimi cinque anni

Mainò guarda ai prossimi cinque anni con ottimismo.

Negli ultimi anni la crescita della domanda non sarebbe stata lineare, ma quasi esponenziale. La prospettiva è quella di un numero molto più ampio di famiglie interessate a comprendere e pianificare il proprio patrimonio.

Per sostenere questa evoluzione servirà anche maggiore tecnologia.

Consultique sta lavorando a un nuovo sviluppo della propria piattaforma destinata ai consulenti indipendenti e alle SCF, con l’obiettivo di automatizzare alcune attività operative e di compliance e aumentare il numero di famiglie che ogni professionista può seguire.

Ma il passaggio decisivo resterà culturale.

La consulenza indipendente potrà dirsi realmente affermata quando la pianificazione finanziaria non sarà più percepita come un servizio riservato ai grandi patrimoni, ma come uno strumento accessibile anche alle famiglie e ai risparmiatori con esigenze ordinarie.

Nelle parole di Mainò, significa permettere alle persone di avere «in mano il timone del proprio patrimonio», collegando le scelte finanziarie ai progetti, agli obiettivi e anche ai sogni della famiglia.

È probabilmente questa la sfida che attende ora il modello fee-only.

Non più dimostrare di esistere, ma diventare parte riconoscibile e accessibile del sistema del risparmio italiano.

Fee-Only Summit 2026

Quando: 29 e 30 settembre 2026
Dove: Palazzo della Gran Guardia, Verona
Partecipazione: gratuita

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